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Diritti musica

Quante volte ti hanno detto che fare musica non può essere il tuo lavoro?

Magari hai anche firmato qualche contratto, per poi vedere i tuoi brani fermi, inutilizzati.

La musica è cambiata… come è cambiato il mercato musicale.

Non possiamo più aspettare che un talent scout ci scovi nel bar sotto casa e ci proponga un contratto milionario con una major.
Quindi cosa possiamo fare?

Ho passato gli ultimi 16 anni nell’ambiente musicale tra studi di registrazione, uffici di piccoli editori e di major, etichette discografiche e digital distributor, firmando molti contratti.
Questo mi ha permesso di sperimentare ogni tipo di fregatura ma anche di trovare validi strumenti che mi hanno permesso di fare della musica il mio lavoro.

La costante che ho trovato nei miei progetti di successo è la conoscenza dei meccanismi che muovono i diritti della musica.

Questo mi ha spinto a cercare un modo per diffondere la mia esperienza, aiutando persone come te a fare chiarezza su come e dove ottenere quanto generato dalla tua musica.

In questa pagina troverai i principali concetti che nessuno spiega con chiarezza… ma c’è molto di piu da sapere.

Vorrei che l’ambiente musicale fosse vivo e dinamico, uno spazio dove tutti possiamo far crescere la nostra musica.

Qualche dato

La tutela dei diritti musicali genera centinaia di milioni di euro ogni anno, solo in Italia.

Vengono raccolti circa 700 milioni di euro da enti a tutela del diritto d’autore e più di 10 milioni di euro vengono gestiti da società che amministrano il diritto connesso. Per non parlare delle royalties legate alle vendite fisiche e digitali, allo streaming ed alle licenze per uso commerciale o televisivo.

SPECIALE COVID-19: COSA È STATO FATTO DALLE SOCIETÀ DI TUTELA DEI DIRITTI DELLA MUSICA

Durante questo periodo di crisi SIAE ha regalato a molti suoi compositori abbonamenti per lo streaming di musica e film,
ma anche kit di registrazione con microfoni e schede audio.

Itsright, società per artisti ad iscrizione gratuita, ha invece elargito fino a 1000 € a fondo perduto ad ogni suo associato.

Soundreef sta anticipando il 50% dei diritti futuri ai suoi compositori.

La domanda importante è:

Dove vanno a finire tutti questi soldi, e come posso avere la mia parte?

La buona notizia è che i soldi non spariscono nelle tasche dei soliti furbi.

Anzi, questi diritti sono ripartiti correttamente a chi sa come e dove ottenere quanto generato dalla sua musica.

#1 RUOLI

Per realizzare un brano musicale, le figure coinvolte sono compositore/autore, artista/interprete, produttore ed eventualmente l’editore musicale.

La parte creativa ed artistica è legata a chi scrive e interpreta il brano, la parte imprenditoriale è legata a chi ne permette la realizzazione, pagando i conti.

Artista interprete e produttore si dividono il diritto sul master e al compositore/autore spetta il diritto d’autore da dividersi con l’eventuale editore musicale.

DIRITTO D’AUTORE

In particolare compositore/autore è chi inventa la linea melodica del brano ed il suo testo, indipendentemente dall’arrangiamento che gli verrà dato.
La tanto disprezzata SIAE (come le società sorelle Soundreef Ltd e Lea) ha il compito di raccogliere i compensi derivati dalle utilizzazioni dei tuoi brani, diventando fastidiosa per chi vuole utilizzare musica nel proprio locale, ma indispensabile per gli artisti che, come te, la scrivono.

Puoi decidere di concedere fino alla metà dei tuoi diritti d’autore ad un editore musicale.
È importante ricordarsi che questa figura si occupa dello spartito (diritto d’autore) e non del CD o dell’mp3 del brano (diritti master).
Il suo ruolo è principalmente quello di monitorare la corretta ripartizione dei tuoi diritti sui territori dove opera e promuovere gli utilizzi del tuo brano.
Il primo editore musicale nasce nel 1501 a Venezia, quando l’unico modo per diffondere la musica raccogliendo il compenso per il compositore era vendere gli spartiti.
Lo svolgimento di questo compito si è evoluto nel tempo: dalla produzione e stampa dei famosissimi canzonieri, alle terribili basi midi anni 80, fino alle attuali basi mp3 strumentali.

DIRITTI MASTER

Il rapporto tra artista interprete e produttore invece riguarda la produzione fonografica del brano.
Il produttore, quindi, è chiunque copra i costi per la realizzazione del brano (studio di registrazione, mix, mastering, eventuali musicisti turnisti e arrangiatori, etc).
Di conseguenza se ti occupi personalmente della realizzazione dei tuoi brani, rivolgendoti ad uno studio professionale oppure nel tuo studio personale, sei il produttore e detieni i dirittti di sfruttamento del master.
L’artista interprete invece esegue il brano (come cantante omusicista) e lega la sua immagine artistica al brano.

COME ISCRIVERSI

Come iscriversi a società di tutela del diritto d’autore (per chi scrive canzoni)
SIAE
Soundreef Ltd
Creative Commons

Come iscriversi a società di tutela del diritto connesso (per chi interpreta)
Itsright
Nuovo Imaie
AudioCoop

Come iscriversi a società di tutela del diritto connesso (per chi produce canzoni)
Itsright
SCF
AFI

La mia scelta personale per gli enti di tutela è: SIAE per il diritto d’autore, Itsright per i diritti artista/interprete e SCF per i diritti del produttore.

#2 ALCUNI ESEMPI REALI DI PRODUZIONE

LE CASELLE ILLUMINATE RAPPRESENTANO LE TUE QUALIFICHE NEI VARI CASI

Clicca per ingrandire

#3 DISTRIBUZIONE DIGITALE DEI TUOI BRANI
ED ETICHETTE DISCOGRAFICHE

Con l’avvento di questi nuovi strumenti la musica è diventata molto più democratica: i tuoi brani possono essere trovati nelle stesse compilation di artisti famosi.

Artisti indipendenti hanno quindi infinite possibilità per emergere nella musica underground.

Questo significa anche che non sei più obbligato ad avere un’etichetta musicale alle tue spalle: se ti muovi correttamente e investi su te stesso, puoi portare la tua carriera artistica al livello successivo.

Cedere i tuoi diritti ad una label o ad un’edizone musicale senza avere nulla in cambio, non è la mossa migliore per fare crescere la tua musica.

Guarda questo video che spiega come (in teoria) 1000 fan possono bastare per vivere della tua musica.

La distribuzione digitale può sembrare una vera giungla, ed è difficile trovare il servizio che fa per te.

Valuta con cautela le offerte di piccole etichette o editori musicali: nella maggioranza dei casi ti stanno rivendendo servizi di altri e rivolgendoti a loro otterrai meno royalties di quanto ti spetta.

Qui sotto puoi trovare i principali servizi ufficiali, gratuiti e a pagamento.

Link utili

Come distribuire gratuitamente i propri brani
Rutenote

Servizi professionali a pagamento per la distribuzione brani
DistroKid
Believe Digital
Tunecore
LANDR

Come ottenere Spotify for Artists
Guida ufficiale Spotify

Spotify sta inziando a permettere la distribuzione diretta degli artisti!
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Come faccio a non farmi fregare?

Ricordati che nessuno può e deve acquisire i tuoi diritti senza concedere nulla in cambio.

È un concetto molto semplice, ma facile da dimenticare di fronte a persone il cui lavoro si basa sullla necissità di convincerti a firmare un contratto.

Fortunatamente le principali fregature possono essere evitate semplicemente facendo le giuste domande.

  1. La prima regola è leggere cosa stai firmando
  2. La seconda regola è capire cosa stai firmando
  3. La terza regola è farti spiegare da una persona competente e non coinvolta le parti che non capisci

Come vedi, non è complicato.

Ho visto troppi giovani artisti pieni di fiducia firmare contratti senza capirne i contenuti, per poi rimpiangere una scelta così avventata.

Nella mia esperienza lavorativa ho conusciuto molti professionisti che inizialmente sembravano meritevoli di fiducia, purtroppo ho visto alcuni di loro approfittarsi degli artisti che non conoscono i propri diritti.

Il risultato è che molte possibili carriere musicali vengono fermate sul nascere.

Insieme possiamo costruire un futuro migliore per la tua musica.

diritti musica

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andrea facheris