memoria
Il sole, appena sbocciato, filtra timidamente tra le veneziane mentre Marco si veste con fretta crescente.
Il mattino promette la solita routine frenetica, ma qualcosa nell’aria sembra fuori posto, come se l’atmosfera intorno a lui fosse carica di una strana energia.
Marco è un uomo abitudinario, legato alla routine e alla rigida puntualità che il suo lavoro gli impone.
Ma quella mattina, il tempo sembra giocargli un brutto scherzo.
Proprio sull’uscio casa, nell’istante in cui il profumo del caffè si mescola al frastuono del traffico, un dettaglio gli sfiora la mente.
Ha mille impegni, duemila preoccupazioni e tremila cose da fare ma c’è qualcosa, una cruciale necessità, un compito che ha formulato sotto la doccia.
E così, con la stessa determinazione di un guerriero in battaglia, Marco varca l’uscio.
Proprio mentre mette un piede fuori dalla porta, il suo cervello fa click e in un lampo improvviso il ricordo sfuma come un sogno al mattino presto, lasciando al suo posto una melodia insolita.
successivamente
“Pappa e ciccia, pappa e ciccia, per il tuo cucciolo e la sua pelliccia!”
Marco sente un brivido freddo lungo la schiena. Si volta di scatto, osservando la penombra della casa alle sue spalle. Il silenzio regna. Eppure, l’eco di quel canto persiste, insinuandosi nei suoi pensieri come un tarlo.
Con passo esitante, Marco si avventura nello sgabuzzino, dove Don Zampone, il suo gatto di solito riposa. Un’atmosfera opprimente si impadronisce di lui mentre cerca, la penombra sembra pulsare di una presenza invisibile.
Niente di sospetto tranne un’altra strana cantilena, che questa volta sembra provenire dalla cucina “Bevi Birra Spuma, che ti scalda il cuor!”.
Entrando in ogni stanza è come se attraversasse un portale verso un nuovo mondo, nella ricerca ossessiva che lo spinge a trovare quell’elemento indispensabile che sfugge alla sua memoria.
infine
Mentre il giorno inizia a scorrere via come sabbia tra le dita, Marco si trova di fronte alla porta d’ingresso, fissandola con aria di sfida.
Si gira di scatto e fissa il mobiletto alla sua destra.
Con un gesto solenne e deciso, Marco apre un vecchio cassetto e lì, tra una miriade di piccoli oggetti dimenticati, trova quello che sta cercando.
“Le chiavi…” sussurra incredulo.
Un sorriso ironico si fa strada sul suo volto: tutto quel viaggio epico, quelle melodie bizzarre e quei momenti di pura distrazione, hanno portato a quel semplice ma indispensabile dettaglio.
La giornata è appena iniziata e già sa che, nonostante tutto, la vita ha il potere di trasformare anche la più semplice routine in un’avventura straordinaria.
E così, con il sorriso sulle labbra e il cuore leggero, Marco si mette in cammino verso il lavoro, pronto ad affrontare la giornata, sapendo che ogni piccola avventura, anche quella in casa propria, può aprire la porta a nuovi mondi.





