GIOVANNI RIVOLTELLA

IL NUOVO SINGOLO!

Giovanni Rivoltella

CHI È GIOVANNI RIVOLTELLA?

Ho conosciuto Giovanni sul set di un film per il quale lavoravo come responsabile audio e per il quale ho scritto la colonna sonora. Fin da subito sembrava perfettamente a suo agio con la chitarra in mano: il suo repertorio era incredibilmente vario e le sue canzoni, intense e originali, mi colpirono profondamente.

Il primo brano che abbiamo prodotto insieme è stato Se sono schiavo, un brano coraggioso che affronta il tema della libertà più estrema: il diritto di scegliere la propria fine attraverso l’eutanasia.

Da quel momento, la nostra collaborazione è andata avanti per anni e continua tuttora. Insieme studiamo, scriviamo e produciamo i suoi brani, con un occhio rivolto alla grande tradizione della canzone italiana e l’altro puntato verso il futuro.

LA MUSICA

Libera

Singolo (2025)

Il canto più distratto

Singolo (2024)

Perso nel blu

Singolo (2024)

Ma non lei

Singolo (2023)

Cosa c’è dietro una canzone?

Album (2022)

Musica e testo: Giovanni Rivoltella

Chitarre e voci: Giovanni Rivoltella

Batteria, percussioni, contrabbasso e tastiere: Andrea Facheris

Produzione, mix e mastering: Loft-1

LIBERA

Ascoltando le canzoni di De André, Guccini e Venditti, emerge un tema ricorrente nelle canzoni d’amore: spesso si dipinge la ragazza che se ne va come se stesse perdendo un tesoro di uomo, come se fosse destinata a una vita di tristezza senza di lui.

Ma nella realtà, le persone cambiano, crescono e trovano nuove direzioni nella vita.

La fine di una relazione può essere l’inizio di un viaggio di scoperta personale, dove impariamo a valorizzare noi stessi e a trovare gioia in modi che non avremmo mai immaginato.

In conclusione, sebbene le canzoni ci offrano una visione poetica e malinconica dell’amore perduto, è importante ricordare che la vita reale è complessa e dinamica. La fine di una relazione non è necessariamente una perdita devastante, ma può essere un’opportunità per crescere, trovare felicità e scoprire nuovi orizzonti.

Musica e testo: Giovanni Rivoltella

Chitarra e voce Giovanni Rivoltella

Registrazione e mix: Loft-1

IL CANTO PIÙ DISTRATTO

Giovanni Rivoltella torna con “Il canto più distratto”, un inno ribelle e anticonformista che scuote le vecchie regole. Il brano si apre con una dichiarazione di indipendenza:

“Non sarò mai come tu mi vuoi / Un pellerossa o un semplice cowboy.”

Questi versi sfidano apertamente gli stereotipi e le imposizioni sociali, gettando le basi per un manifesto di libertà personale. La canzone, con il suo testo incisivo e provocatorio, mette in discussione le divisioni politiche tradizionali – sostenendo che, a luce spenta, sinistra e destra non sono altro che due facce della stessa medaglia.

Il ritornello aggiunge una dimensione intima, in cui l’amore diventa metafora di evasione e trascendenza, arricchito da immagini simboliche come Picasso e il “cielo quadrato”. Queste evocazioni artistiche esprimono la visione soggettiva di un amore e di una realtà che vanno oltre il convenzionale.

Rivoltella si identifica con l’immagine del “camionista in cerca della sua strada”, una figura che rifiuta di conformarsi a un mondo dominato da ideologie rigide e convenzioni scontate. “Il canto più distratto” si trasforma così in un viaggio musicale verso l’autenticità, un invito a scegliere la propria strada e a celebrare l’indipendenza, sia personale che artistica.

Musica e testo: Giovanni Rivoltella

Chitarre e voci: Giovanni Rivoltella

Batteria, percussioni, contrabbasso e pianoforte verticale: Andrea Facheris

Fiati, produzione, mix e mastering: Loft-1

PERSO NEL BLU

Avvolto in un’atmosfera di disorientamento e incertezza, Giovanni si perde nella profondità di un azzurro infinito, incapace di trovare una direzione senza la presenza dell’amata.
Le sue parole, un tempo colme di vita, si dissolvono nel silenzio, poiché senza di lei non riescono nemmeno a esprimere il dolore.

Eppure, la consapevolezza che la vita è un cammino solitario lo colpisce, lasciandolo disperso in un mare di domande senza risposta, privo della speranza di poterla ritrovare.

La sua mente vaga tra ricordi sbiaditi, tra risate e gioie che sembravano destinate a durare in eterno.
Ora, abbandonato alla deriva, si interroga sul vero significato dell’esistenza: è la vita un attimo di vibrante intensità o una lunga attesa di ciò che sembra irrimediabilmente perduto?

Lasciatelo andare, senza meta né guida, nell’immensità dell’oceano di un destino incerto.

Così, perso nel vasto azzurro e senza alcuna speranza di recuperare ciò che è svanito, Giovanni si abbandona al flusso incerto della vita, custodendo nel cuore il nome di lei come il primo e l’ultimo grido d’amore.

Musica e testo: Giovanni Rivoltella

Chitarre e voci: Giovanni Rivoltella

Batteria, percussioni, contrabbasso e pianoforte verticale: Andrea Facheris

Fiati, produzione, mix e mastering: Loft-1

MA NON LEI

“Ma non lei” prova a raccontare l’incapacità di riuscire ad accettare la fine di un rapporto, di una relazione.
Il protagonista non accetta che sia la sua ragazza a lasciarlo ma si convince che a portarla via sia il diavolo; a costui il protagonista, ingabbiato in questa follia, offrirà tutti i suoi vizi e le sue virtù per riottenere l’amore di lei.
Questa ragazza viene descritta come la componente astratta della vita, fondamentale per sopravvivere in un mondo dove tutto appare scientifico e calcolato: è la magia di cui si ha bisogno per scappare da un destino che tende a rendere le persone dei maiali che guardano solo la terra in cerca di cibo, dimenticando che esista un cielo.
Sul finire della canzone il protagonista rinsavisce e si rende conto che nessuno complotto, nessuna cospirazione e tantomeno nessun diavolo sta allontanando la ragazza da lui: lei se ne va libera per sua scelta, e ora tocca farsene una ragione.
A questo punto il ragazzo potrà godere della compagnia degli amici, di relazioni occasionali, della propria solitudine, delle proprie virtù e delle sue sigarette: potrà fare queste e altre cento cose ma non lei sarà la sua magia, ma non lei.

COSA C’È DIETRO UNA CANZONE?

(Album 2023)

Musiche e testi: Giovanni Rivoltella

Chitarre e voci: Giovanni Rivoltella

Batteria, contrabbasso e pianoforte/verticale/fender: Andrea Facheris

Produzione, mix e mastering: Loft-1

Questo è un album pregno di contraddizioni perché contraddittorio è l’essere umano: l’amore, la paura e il futuro, per fare degli esempi, sono affari emozionanti ma gravosi per l’animo perché richiedono grande senso di responsabilità. Oppure no.
Mi piace pensare che le storie d’amore non finiscano mai davvero, che il futuro non sia scritto e che chiunque può cambiare idea anche dopo aver giurato sulla stessa.
Dietro una canzone c’è un sentimento forte, che sia per un amante, per un amico o per un ideale ma, perché abbia valore, la canzone delle essere trasportata dalle emozioni, lasciate il più sincere possibile.

Puoi ascoltare subito le tracce in questa playlist
oppure esplorare ogni canzone nel dettaglio proseguendo qui sotto,
scoprendo descrizioni, testi e video lyrics.

SCOPRENDO I 9 BRANI

COSA C’È DIETRO UNA CANZONE

Questa canzone è stata scritta durante il periodo del coprifuoco, quando, una volta che i bar chiudevano,
si vagava per le città, facendo chilometri, anche in pochi metri quadrati, pur di non tornare casa.
La sera in cui è ambientata la vicenda cercavo una condivisione di sguardi, di paure e di quel sentimento di libertà in opposizione
a quello che nel mondo stava accadendo e come lo stesso mondo aveva deciso di reagire.
Trovai tutto ciò in una ragazza, la quale non vide in me le stesse cose, ma questo non mi impedì di legare lei
e quella sera in una canzone che di fronte a tutti i rifiuti e a tutti i divieti risponde:
“Ok, ci sto… per il momento”.

Musica

Video Lyrics

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L’IDIOTA

Nessuno si è mai trovato ad insultare una doccia non funzionante,
come se questo atteggiamento potesse miracolosamente aggiustarla?
Conoscete qualcuno che si ferma in mezzo alla strada per complimentarsi con dei fiori per la loro bellezza?
Se la risposta è “No”, prego ascoltate come non riesco a vedere nessuno oltre a me
al punto di voler discutere solo con me stesso.

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ANNEGARE

“Annegare” nasce sui banchi di scuola: è un testo arrabbiato e ingiusto nei confronti di una ragazza che,
a mio dire, all’infuori di me troverebbe solo appariscenza e povertà d’animo.
Niente di più sbagliato ma mentirei se dicessi che, mentre la scrivevo, non mi sentivo sincero.
Uso il respiro come metafora di una relazione non vissuta a pieno perché vedo l’amore che toglie il fiato come l’unico valido da provare,
quell’amore che ti fa immergere in un mondo estraneo a quello tangibile che viviamo.

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CERCAVO QUALCUNO CON CUI STARE SOLO

Mi piace pensare che per poter capire ciò che ci circonda sia necessario,
non dico accettare se stessi, ma almeno imparare a conviverci.
Non stravedo per chi si finge innamorato pur di non dormire da solo, né tanto meno chi si posa sugli allori di una vita senza incertezze.
Al contrario ammiro chi si mette in discussione anche a costo di dover convivere con la propria solitudine, la quale a mio modo di vedere,
è un’occasione per trovare se stessi e riuscire a collocarsi all’interno di una comunità.

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LEI NON LO DIRÀ

Questa canzone parla della paura di concedere un po’ del proprio Io al mondo
e della mancanza di coraggio nel buttarsi in mare mentre intorno chiunque nuota.
“Lei non lo dirà” nasce da una frase detta a caso nel mezzo di una conversazione tra due sconosciuti: “Basta saper ballare su note profonde”.
Non so se scrivendola stessi parlando della mia interlocutrice, di me o di chissà chi… ma perché rovinare una bella storia dicendo la verità?

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AMÉLIE

“Amélie” è una canzone che parla di quegli amori belli per il fatto che non finiscono mai veramente,
come la fiamma fra un fumatore e la sua sigaretta: non si spegne mai del tutto, si prende solo una pausa fingendo di estinguersi.
Il non riuscire a capire perché un rapporto non si possa vivere, che sia per paura o incompatibilità, può far soffrire;
ma sono le emozioni che ci fanno divertire, anche quelle emozioni che appaiono dolorose.

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MERDA (VERRAI CON ME NELLA)

Un mio amico è in grado di farmi trovare senza che me ne accorga in una discoteca alle quattro del mattino
dopo averne combinate di ogni; così, ogni volta che mi propone di uscire, gli ricordo:
“Ok, ma non mi trascinerai nella merda questa volta”.
Una sera mi disse di voler uccidere un suo sogno e, non condividendo la sua scelta, decisi di ricambiargli il favore perché rinsavisse;
non cambiò idea ma mi divertii a vederlo alle quattro del mattino in discoteca, dopo averne combinate di ogni, a biascicare:
“Mi hai trascinato nella merda tuuuu”.

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SE SONO SCHIAVO

Ci sono dubbi morali che difficilmente racchiudono una verità,
perché le perplessità che sorgono in ogni singolo individuo sono svariate e tutte legittime.
Il porre fine alla propria vita è uno dei dubbi in questione e in questa canzone ho cercato di ammassare tutto ciò che mi gira per la testa a riguardo,
per il semplice gusto di confrontarmi sul tema con chi mi ascolterà.

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LA PIZZA

Questa è una di quelle canzoni scritte senza un particolare motivo e semplicemente
nasce da accordi strimpellati, parole giuste e un’adeguata dose di malinconia.
È la prima canzone che ho scritto in vita mia, quando ancora non avevo fatto sesso ma pensavo di sapere cosa fosse l’amore;
chiaramente, mi sbagliai.
Nonostante essa sia pregna di immaturità e ingenuità, è stata questa canzone a trasmettermi la libertà che si prova nel giocare a fare musica.
“La pizza” è la mia Numero uno.

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