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Vuoi metterti alla prova e imparare come masterizzare da solo i tuoi brani?
Ecco una guida ai principali concetti del mastering

Il mastering è un processo più tecnico che creativo e molti artisti o produttori
hanno una comprensione limitata di ciò che il mastering può fare e del perché è così importante.

La concezione più diffusa è che il mastering possa dare volume e impatto alla tua canzone.

Mastering non significa semplicemente dare più spinta alle tracce.

In realtà, il mastering ha il compito di mettere in evidenza i dettagli interni di una traccia e soprattutto
trasformare il tuo brano di modo che sia coerente con altri brani dello stesso genere musicale.

Oggi i servizi di distribuzione e streaming come Spotify, YouTube e iTunes
applicano quello che viene chiamato normalizzazione del volume,
un filtro predefinito che garantisce un volume omogeneo su tutte le tracce del loro catalogo,
sia che si tratti di una registrazione degli anni ’50 oppure dell’ultimo singolo del tuo artista preferito.

Pertanto, il grosso lavoro dell’ingegnere di mastering è quello di prevedere come e dove i tuoi fan ascolteranno la tua musica e di prepararla al meglio.

Serve il mix giusto

La prima cosa che ti serve è avere un buon mix bilanciato e dinamico.
Ascolta molto bene il tuo brano e accertati di essere soddisfatto: effetti, volumi, riverberi, posizionamento stereo…deve essere tutto a posto.

Consiglio sempre di non applicare compressori, limiter o multiprocessori sulla traccia stereo finale.

Un brano con una buona dinamica offre molte possibilità in fase di mastering.

#1 CARATTERE

Se il tuo brano è fragile o sottile, la prima cosa che puoi fare è regalargli carattere.
Nella mia catena di mastering i primi due elementi sono un compressore e un distorsore/saturatore.

Personalmente preferisco utilizzare outboard analogico per recuperare ricchezza e spessore sonoro, ma se la tua scelta è quella di effettuare un mastering “in the box” troverai sicuramente un plugin che fa al caso tuo.

La mia preferenza in fatto di plugin è Universal Audio.

Scopri il mio outboard e i miei plugin per la prima fase di mastering

Non esistono settaggi standard quando si tratta di compressione, sia nel mix che nel mastering, devi sperimentare fino quando troverai il tuo sound.
Inoltre la compressione in fase di mastering non è sempre obbligatoria, può però sicuramente creare coesione nel mix.

Questo vale per tutte le operazioni che puoi effettuare saturazione, ridimensionamento dell’immagine stereo, distorsione armonica.
Non cercare di risolvere un problema di mix, prova semplicemente a dargli quel poco di carattere in più di cui ha bisogno.

Stai leggero se non hai familiarità con questi effetti, non sentirti costretto ad usarli per forza. La pratica, con il tempo ti aiuterà a padroneggiare questi strumenti e sarai in grado di usarli per aiutare il tuo mastering.

Tutorial e tips & tricks

#2 EQUILIBRIO

Il secondo passaggio per rifinire il tuo mix, è il bilanciamento delle frequenze.
Il tuo brano suona come i pezzi del tuo gruppo preferito?

Per rispondere aa questa domanda puoi confrontare il tuo lavoro con delle reference.
Devi ascoltare la musica che ti piace sul sistema con il quale masterizzerai il tuo brano.

Ci sono strumenti come Izotope Tonal Balance Control, che possono aiutarti a visualizzare se la tua musica rientra negli standard di genere.

Alla fine dovrai comunque fidarti delle tue orecchie e del tuo gusto.

Scopri il mio outboard e i miei plugin per equilibrare il master

Un consiglio è quello di pulire le basse frequenze dall’immagine laterale del mix, per concentrare la loro energia nella parte centrale
Per fare questo hai bisogno di un plugin che lavori in somma e differenza.

Cerca di ascoltare il tuo brano su casse grandi e piccole, in cuffia, esporta un mp3 ed ascoltalo sul tuo cellulare.

Più fattori porti nell’equazione, più saranno accurati i tuoi interventi.

Tutorial e tips & tricks

#3 SPINTA

Quanta spinta devi dare al tuo brano?

La combinazione delle operazioni precedenti può cambiare drasticamente la percezione della tua musica.

Ma come misurare questo cambiamento e come puoi accertarti che il tuo brano sia ascoltato da tutti nello stesso modo?

La migliore soluzione è monitorare il volume percepito, LUFS

Plugin gratuito Youlean Loudness Meter
Plugin a pagamento Waves WLM

La distribuzione digitale e lo streaming hanno semplificato le cose: non è più necessario spingere all’estremo il tuo master per poter essere sentito su queste piattaforme.

In particolare, una traccia che è molto dinamica, ma masterizzata a -14 dB LUFS avrà i suoi livelli conservati quando riprodotta su Spotify.
Se utilizzi per lo streaming una traccia masterizzata per CD, ad esempio a – 6 dB LUFS, spotify abbasserà di 8 dB LUFS i suoi picchi, per rispettare le specifiche.

Se il lavoro di mastering è mirato, la tua canzone potrebbe addirittura essere percepita meglio rispetto ad altri brani masterizzati per CD, mantenendo una dinamica più dettagliata senza perdere volume.

Tutorial e tips & tricks

POSSIBILI PROBLEMI

Purtroppo, ci sono alcuni fattori tecnici che possono rendere questa operazione

Gli algoritmi utilizzati dai distributori digitali (ad esempio ReplayGain e ITU 1770) non hanno un filtro passa-basso o passa-alto, questo significa che qualsiasi contenuto ad altissima o bassissima frequenza, anche se impercettibile all’orecchio, si sommerà all’energia misurata.

Inoltre questi algoritmi non possono sapere se il tuo impianto di mix/mastering è ben calibrato, quindi qualsiasi frequenza che risulta piacevole al tuo ascolto potrebbe essere il risultato di un’acustica errata della tua stanza.
come controllare l’acustica della tua stanza

La tua traccia quindi potrebbe risultare più forte in fase di misurazione, e l’algoritmo abbasserà di molto il volume del tuo brano, rendendolo più basso di altri, masterizzati meglio.

Tutorial e tips & tricks

Oggi è normale per band o artisti indipendenti registrare e produrre brani a casa, quindi il processo di registrazione e mix “in the box” è molto diffuso.

Purtroppo alcuni mix che mi vengono inviati per effettuare mastering non rispettano le condizioni affrontate in questa guida e in molte produzioni il mastering diventa l’ultima spiaggia per salvare un brano che non suona.

Se hai dubbi, mandami la tua traccia per una consulenza gratuita su come masterizzarla al meglio.

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andrea facheris